Banda della Magliana è il nome attribuito a quella che è considerata la più potente organizzazione criminale che abbia mai operato a Roma.
Il nome deriva da quello del quartiere Magliana nel quale risiedevano molti dei componenti.
A questo gruppo criminale vennero attribuiti legami con diversi tipi di organizzazioni quali Cosa Nostra, Camorra, 'Ndrangheta ma anche con esponenti del mondo della politica, della massoneria come Licio Gelli e la Loggia P2, nonché con esponenti dell'estrema destra, quali il professor Aldo Semerari ed alcuni componenti dei NAR, con i servizi segreti ed anche con settori della finanza vaticana (IOR).
Questi legami hanno fatto balzare il gruppo alle cronache storiche degli anni di piombo, legandone le sorti ad alcuni casi della cronaca nera italiana:
- Omicidio di Mino Pecorelli;
- Attentato a Roberto Rosone;
- Caso Roberto Calvi;
- Ritrovamento di un arsenale nei sotterranei del Ministero della Sanità;
- Depistaggi nell'inchiesta sulla strage alla stazione di Bologna.
Inoltre, i rapporti di alcuni componenti con la scomparsa di Emanuela Orlandi e il misterioso attentato a Giovanni Paolo II, furono solo alcuni dei fatti per cui la Banda della Magliana è passata al vaglio degli investigatori.
Come si è visto la banda aveva così tanti legami che ancora oggi si fa fatica a chiarire in modo preciso chi vi ha collaborato.
NASCITA DELLA BANDA
Nel 1976 Franco Giuseppucci (detto er Negro) è un piccolo criminale del quartiere di Trastevere, che nasconde e trasporta armi per conto di altri criminali. Un giorno, con l'auto carica di armi, si ferma davanti ad un bar per fare colazione e l'auto gli viene rubata insieme alle armi contenute nel bagagliaio che appartenevano ad un suo amico, Enrico De Pedis detto Renatino, un rapinatore di Trastevere che godeva di una buona reputazione in seno alla malavita romana.
Giuseppucci riesce a scoprire l'autore del furto ma le armi sono già state vendute ad un gruppo di rapinatori che opera nel quartiere romano della Magliana; Giuseppucci decide allora di andarci a parlare e si reca nel bar da loro frequentato sito in Via Chiabrera. Qui trova Maurizio Abbatino detto Crispino, un giovane rapinatore responsabile dell'acquisto delle armi. I due si accordano per compiere alcuni colpi e nel gruppo rientrano anche De Pedis e alcuni complici di Abbatino.
Da semplice associazione di delinquenti il patto prende la forma di una potenziale organizzazione per il controllo delle attività criminose nella capitale, nella quale iniziano a lavorare anche criminali di altre zone.
Nasce così la Banda della Magliana.
LA CONQUISTA DEL POTERE
Le ragioni per le quali un gruppo , disomogeneo e sostanzialmente poco numeroso, riuscì a raggiungere per la prima volta il controllo delle attività criminali di una metropoli come Roma è da ricercarsi essenzialmente nei metodi utilizzati dalla Banda della Magliana, primo fra tutti l'omicidio.
L'omicidio nella malavita romana non era frequente ma la Banda della Magliana introdusse la pratica sistematica dell'eliminazione fisica degli avversari.
"Eravamo i più potenti perché eravamo gli unici che sparavano"
La crescita della Banda della Magliana avvenne in modo molto rapido e, in poco tempo, le attività si espansero ai sequestri di persona, al controllo del gioco d'azzardo e delle scommesse ippiche ma, soprattutto, al traffico di droga, attività per cui era necessario avere un controllo capillare del territorio; la banda infatti, oltre che alla Magliana, si estese nelle zone di Trastevere-Testaccio, Portuense-Monteverde-Gianicolense, Acilia-Ostia, Tufello e Alberone.
ORGANIZZAZIONE
Nella Banda della Magliana, a differenza di altre organizzazioni criminali, non era presente la figura di un "capo" conclamato. La struttura era la costituzione e l'unione di diversi gruppi, ognuno responsabile della propria zona e disponibile a dividere i proventi delle singole attività con gli altri gruppi della città. I vari componenti della banda, nonostante fossero molto ricchi, continuarono a partecipare personalmente alle attività criminali, rimanendo sostanzialmente degli operai del crimine.
IL DECLINO
Il primo, grave contraccolpo all'organismo della Banda avvenne agli inizi degli anni ottanta, quando si sviluppò una sanguinosa faida all'interno della malavita romana con il clan criminale della famiglia Proietti detta "La Banda dei Pesciaroli".
Vittima eccellente di questa guerra fu proprio l'ideatore della Banda della Magliana e cioè Franco Giuseppucci ucciso a Trastevere nel 1980 con un colpo di pistola.
All'inizio la morte di Giuseppucci fu un pretesto per scatenare una guerra contro il clan dei pesciaroli, guerra che segnò però l'inizio della disgregazione della Banda: da quel momento i due gruppi prevalenti (i Testaccini di Abbruciati a De Pedis e quelli della Magliana di Abbatino) entrarono in una fase di continua tensione.
Infatti, mentre Maurizio Abbatino e Nicolino Selis iniziano a litigare per raccogliere l'eredità di Giuseppucci, Danilo Abbruciati ed Enrico De Pedis iniziarono a stringere rapporti molto più stretti con Cosa Nostra.
Il risultato fu che la struttura della Banda della Magliana si sfaldò fino ad innescare una vera e propria faida al proprio interno.
Colpita al cuore dagli omicidi e dal lavoro della magistratura la Banda della Magliana si avviò verso il tramonto: mentre De Pedis andava incontro al suo tragico destino (fu assassinato nel 1990) con le defezioni di Abbatino e di Antonio Mancini si segnalarono i primi casi di pentitismo.
Grazie al pentimento di Abbatino, espulso dal Venezuela dove si era rifugiato e riportato in Italia, nel 1993 scatta una gigantesca operazione di polizia che vede il fermo di 55 persone, decimando così la più feroce holding criminale che Roma abbia mai conosciuto.
Secondo diverse opinioni la Banda della Magliana è ancora attiva nonostante gli arresti e i morti.
Antonio Mancino ha affermato che: "La Banda della Magliana esiste ancora. Ha usato e continua ad usare i soldi di chi è morto e di chi è finito in galera. E non ha più bisogno di sparare".
Della stessa opinione è il generale dei carabinieri Tomasone secondo cui la banda è ancora attiva ma ha cambiato abitudini e modo di agire.