Enrico Mattei nacque nelle Marche nel 1906.
Non concluse gli studi ma, prima della Seconda Guerra Mondiale, fondò una azienda specializzata nella produzione di oli per l'industria.
Durante la guerra diventò partigiano e quando la guerra finì divenne commissario straordinario dell'Agip, un ente petrolifero creato dal fascismo: un'industria di stato completamente inutile.
Enrico Mattei aveva il compito di liquidare questa industria.
Nel 1949 però Mattei, nella zona di Cortemaggiore, trovò un giacimento di gas metano con piccole tracce di petrolio.
Qui cominciò la sua straordinaria carriera. Mattei raccontò alla stampa che a Cortemaggiore c'era il petrolio: le azioni dell'Agip in borsa andarono alle stelle, lui diventò presidente dell'ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) e il gas arrivò in tutte le case italiane.
Mattei capì che il futuro dell'Italia era nella sua autonomia di produrre energia.
Decise perciò di entrare in competizione con le "Sette Sorelle" ossia quelle grandi imprese petrolifere che avevano il monopolio mondiale del petrolio.
Cominciò allora ad avere contatti diretti con i paesi produttori di petrolio: trattò con la Libia per poter sfruttare il petrolio nel Sahara; finanziò i movimenti di liberazione dell'Algeria che combattevano contro la Francia e firmò contratti con la Tunisia e il Marocco.
Propose a Iran ed Egitto accordi molto vantaggiosi che permisero a questi paesi di avere un profitto altissimo sullo sfruttamento del loro petrolio.
Viaggiava continuamente, cercava e trovava all'estero il petrolio che non c'era in Italia.
Naturalmente i paesi produttori vedevano in Mattei un amico e preferivano trattare con lui invece che con altre compagnie.
All'inizio degli anni 60 Mattei fece accordi con la Russia e cominciò ad avere contatti anche con la Cina.
Per portare avanti il suo progetto finanziò (e corruppe!) i partiti politici italiani che potevano aiutarlo in quanto disponeva di moltissimo denaro.
Il 27 ottobre 1962, mentre tornava a Milano da un viaggio in Sicilia, il suo aereo privato cadde ed Enrico Mattei morì.
L'inchiesta della polizia concluse che era stato un incidente.
Ma fu davvero un incidente?
Mattei fu l'unica persona al mondo che osò sfidare le potentissime Sette Sorelle del petrolio per cui è molto probabile (se non certo) che è stato assassinato!
Il suo caso fu insabbiato e i testimoni messi a tacere.
Mattei era un uomo che dava molto fastidio.
La sua strategia era volta a spezzare il monopolio delle potenze petrolifere non soltanto per il tornaconto dell'ENI ma anche per stabilire rapporti nuovi tra i paesi industrializzati e i fornitori di materie prime.
Una strategia semplicemente inaccettabile per le grandi compagnie petrolifere che si spartivano le ricchezze del mondo.
Dall'inchiesta della Procura di Pavia, riaperta a metà degli anni '90, risultò inoltre evidente che l'insabbiamento di quel crimine fu diretto dai vertici dei servizi.
Per il sostituto procuratore che era a capo delle indagini il fondatore dell'ENI fu "inequivocabilmente" vittima di un attentato.
L'esecuzione dell'attentato venne pianificata quando fu certo che Enrico Mattei non avrebbe lasciato spontaneamente la presidenza dell'ENI.
L'esplosione che abbattè il bimotore su cui viaggiavano Mattei, il pilota e un giornalista americano, fu causata da una bomba collocata nel carrello d'atterraggio del velivolo.
Anche l'inchiesta del 1962 conclusasi con la dichiarazione di impossibilità di "accertare la causa del disastro", fu in realtà un mostruoso insabbiamento.
Chi ha sabotato l'aereo? Chi sono i mandanti?
E' probabile che vi siano responsabilità di uomini inseriti nell'ENI e negli organi di sicurezza dello Stato.
Attraverso una ricostruzione minuziosa del caso fu stabilito che Mattei era riuscito ad aprire un dialogo anche con la Casa Bianca ed era riuscito a far capire all'amministrazione Kennedy che tutto ciò che lui desiderava era essere trattato alla pari delle altre compagnie.
Kennedy accettò il dialogo e fece pressioni su una compagnia petrolifera, la Exxon, per concedere all'ENI i diritti di sfruttamento.
L'accordo sarebbe stato celebrato con la visita di Mattei a Washington, dove avrebbe incontrato il presidente americano.
Alla vigilia di quel viaggio Mattei fu assassinato e, un anno dopo, fu ucciso anche Kennedy.
Non è una esagerazione asserire che il successo della politica "matteista" rappresentava la distruzione del sistema libero petrolifero in tutto il mondo e quindi, in un modo o in un altro, Mattei andava eliminato.