L'immagine della famiglia come luogo di sicurezza e di cura ha contribuito al permanere di molti stereotipi sul fenomeno della violenza alle donne.
Essi rendono ancora più faticoso e difficile per chi la subisce parlarne e chiedere aiuto.
Subire violenza è un'esperienza traumatica che produce effetti diversi a seconda delle persone che ne sono vittima.
Ciascuna donna reagisce in modo diverso; passività, debolezza e incapacità di prendere decisioni sono tra gli effetti più frequenti della violenza abbinati, a volte, all'assunzione di alcool o droghe.
La violenza domestica può annientare il senso di sicurezza di una donna, per lei non c'è più la possibilità di sentirsi bene e di controllare la situazione.
Questi sentimenti vengono rafforzati dall'atteggiamento del partner violento che continua a ripeterle che se lei fosse una madre, una cuoca e un'amante migliore lui non la picchierebbe.
Come conseguenza di tutto ciò la sua autostima si abbassa, si sente piena di dubbi e, soprattutto, colpevole; ha paura che nessuno le creda, non sa che cosa fare e dove andare.
Le conseguenze della violenza domestica possono essere molto gravi.
In generale, le donne che subiscono questo tipo di violenza hanno condizioni di salute fisica e mentale pessime, richiedono trattamenti di carattere sanitario e sono soggette a rischio di suicidio.
CONSEGUENZE DI CARATTERE FISICO: ferite di vario genere come bruciature, tagli, occhi neri, commozione cerebrale e fratture;
CONSEGUENZE DI CARATTERE RELAZIONALE E MATERIALE: isolamento sociale e familiare, perdita di relazioni, assenze dal lavoro con conseguente perdita dello stesso;
CONSEGUENZE DI CARATTERE PSICOLOGICO: paura, ansia per la propria situazione e per quella dei propri figli, sentimenti di vulnerabilità, perdita e tradimento.
Il risultato di tutto ciò è un clima costante di tensione, paura e minaccia in cui l'esercizio della violenza fisica, anche se avviene in modo sporadico, può tuttavia risultare estremamente efficace.
Le Case ed i Centri Antiviolenza hanno elaborato un modello che descrive efficacemente queste realtà di cui parlano le donne che ad essi si rivolgono in cerca di aiuto.
Si tratta del modello "Ruota del potere e del controllo", elaborato per la prima volta negli USA da un gruppo di donne maltrattate.
Questo, in sintesi, è lo schema tratto da "Domestic abuse intervention project" presentato a Duluth, Minnesota.
Dal Potere e dal Controllo dell'uomo sulla donna situato al centro della ruota partono i seguenti raggi:
1 – Uso di minaccia e coercizione (minacciare di fare qualcosa che la ferisce, costringerla a comportamenti illegali);
2 – Intimidazione (farle paura con sguardi, azioni e gesti);
3 – Violenza economica (impedirle di ottenere o di mantenere un lavoro);
4-Violenza psicologica (insultarla e umiliarla);
5-Usare privilegi maschili (trattarla come una domestica);
6-Usare i figli come arma di ricatto;
7-Minimizzare e ridicolizzare gli episodi di violenza;
8-Isolamento (controllare quello che fa, con chi esce e con chi parla).
Il percorso di ricerca di aiuto di una donna che subisce violenza può essere lungo e difficile.
Il fatto stesso di ammettere che c'è un problema e che non si riesce a risolverlo produce sofferenza.
A questo punto ci si chiede: Perché una donna che viene violentata dal proprio uomo non lo lascia?
Ecco le risposte.
SITUAZIONE DI PERICOLO: quando una donna decide di lasciare il partner violento la situazione tende a diventare più pericolosa;
SALVARE L'AMORE E LA FAMIGLIA: la donna può decidere di mettere in atto una serie di strategie per tentare di salvare la relazione;
MANCANZA DI SOSTEGNO ESTERNO: la famiglia di origine non offre aiuto;
VERIFICA DELLE RISORSE ESTERNE E DEI CAMBIAMENTI: c'è la possibilità che il partner possa cambiare, la donna vuole verificare la reazione dei figli alla mancanza del padre;
AUTOBIASIMO: la donna può ritenersi responsabile della violenza subita.
Se una donna viene sostenuta nel suo percorso (dai familiari, dagli amici e dai Centri preposti) e aiutata anche da una consulenza legale, è più facile che intraprenda la via di un percorso generalmente lungo, faticoso e dispendioso sia in termini economici che umani.